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Intelligenza agronomica integrata nel settore ortofrutta: la tecnologia per proteggere i margini contro crisi e clima

  • In uno scenario di costi crescenti e volatilità ambientale, i dati di campo diventano leve industriali: aumento della resa tra il 5 e il 10%, -40% di uso di acqua e -20% di fertilizzanti e fitofarmaci per garantire la sostenibilità economica della filiera
  • Roberto Mancini (CEO Diagram Group) «La filiera ortofrutticola si trova oggi di fronte a una necessità impellente: cambiare paradigma per sopravvivere a un mercato sempre più complesso e a una pressione climatica senza precedenti. L’innovazione digitale non è un costo, ma un vantaggio competitivo»

Jolanda di Savoia (Fe), 13 maggio 2026 – Il settore ortofrutticolo italiano attraversa oggi una fase di profonda trasformazione, stretto tra la morsa di margini di profitto sempre più compressi (aumento dei costi di produzione per crisi geopolitiche e guerre) e una volatilità climatica che rende ogni stagione una scommessa incerta.

Cambiare paradigma: verso una intelligenza agronomica integrat aPer rispondere a queste sfide, Diagram, leader nella digitalizzazione dell’agrifood, promuove un approccio che supera la tecnologia generica per adottare un modello di intelligenza agronomica integrata. Una visione capace di connettere i dati raccolti in campo con quelli provenienti dal magazzino e dall’area commerciale, trasformando l’informazione in una leva industriale concreta, con impatti misurabili sull’efficienza, sulla redditività e sulla sostenibilità della filiera.

«I risultati sul campo di questa nuova filosofia, dimostrano che l’innovazione digitale non è un costo, ma il più efficace strumento di protezione dei margini aziendali», commenta Roberto Mancini CEO di Diagram Group. «Vedere un incremento della resa media tra il 5 e il 10% in più significa dare risposte concrete alla sostenibilità economica e ambientale dei nostri partner. Il nostro obiettivo è abbattere le barriere informative tra campo e mercato, e garantire alle aziende quella precisione previsionale che oggi è l’unico vero vantaggio competitivo possibile».

Criticità attuali tra cambiamenti climatici e geopolitica: margini ridotti, costi in aumento. L’attuale scenario vede le imprese agricole e le cooperative operare sotto una pressione normativa crescente, con i costi degli input in aumento a fronte di prezzi di vendita estremamente instabili. In assenza di strumenti di controllo precisi, la redditività per ettaro rischia di assottigliarsi fino a scomparire, aggravata da stress patologici e carenze idriche che accumulano perdite silenziose ma pesanti sui bilanci. Spesso, inoltre, la mancanza di integrazione nella filiera causa un disallineamento tra produzione e domanda, generando scarti evitabili e gravi inefficienze logistiche.

Migliorare pianificazione e gestione. Per invertire questa tendenza, l’efficienza deve oggi estendersi alla fase di pianificazione e alla gestione burocratica. L’adozione di sistemi digitali avanzati consente di abbattere il margine di errore nella previsione della raccolta, mentre l’automazione delle registrazioni tramite il quaderno di campagna dimezza i tempi amministrativi e azzera il rischio di non conformità rispetto ai programmi Pac. Parallelamente, il monitoraggio dei parametri ESG — come l’impronta di carbonio e il consumo d’acqua — non solo migliora la marginalità per singolo lotto grazie a un pricing basato sulla qualità reale, ma apre anche l’accesso ai premi della GDO, a finanziamenti agevolati e al mercato dei crediti di carbonio.

Le soluzioni tecnologiche per restare sul mercato.  Il mantenimento della competitività passa necessariamente attraverso l’adozione di smart mapping e mappe di prescrizione variabile integrate con sistemi di supporto alle decisioni (DSS). Grazie a questi strumenti, fertilizzazione e irrigazione non si fondano più su stime approssimative, ma su decisioni agronomiche data-driven, basate sulle reali condizioni di suolo, colture e clima. I risultati parlano chiaro: riduzione del 20% nell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci e fino al 40% in meno del consumo idrico. Al contempo, la resa media per ettaro registra incrementi che vanno dal 5 al 10%, mentre la quota di prodotto non conforme si riduce fino al 15% grazie al monitoraggio satellitare continuo, capace di identificare le patologie settimane prima che i danni diventino visibili a occhio nudo.

«La filiera ortofrutticola si trova oggi di fronte a una necessità impellente: cambiare paradigma per sopravvivere a un mercato complesso e a una pressione climatica senza precedenti», evidenzia Mancini. «Siamo convinti che la risposta non risieda più in una tecnologia generica, ma in una vera intelligenza agronomica integrata, capace di trasformare il dato in una leva industriale strategica».

Diagram
Diagram nasce nel 2024 dalla trasformazione del Gruppo IBF Servizi SpA e dalle acquisizioni di Agronica Srl, Abaco SpA, Agriconsulting SpA e Netsens Srl. È leader italiano ed europeo nella digitalizzazione dei servizi dedicati all’agroalimentare, nello sviluppo di software di farm management e nella gestione dei processi di erogazione, monitoraggio e controllo dei programmi di sostegno all’ambiente e all’agricoltura. Partner di importanti governi del continente europeo, supporta la Pubblica Amministrazione, le aziende agricole, gli istituti bancari e assicurativi e l’industria agroalimentare con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità sociale, economica e ambientale. Oggi l’azienda è detenuta per il 41,6% da CDP Equity (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), per il 41,6% da Trilantic Europe e per il 15% da BF Agricola.