L’agritech al servizio della viticoltura sostenibile: tecnologie intelligenti contro la siccità in vigna e per la qualità del vino.
- In Italia, circa 225mila ettari di vigneto sono irrigati, il che equivale a dire il 9,5 % della superficie agricola totale irrigata. La microirrigazione a goccia copre il 21,5 %, mentre l’aspersione rappresenta il 38% delle tecniche impiegate.
- Roberto Mancini, Amministratore Delegato di Diagram Group: «Sensori, IA e irrigazione di precisione garantiscono risparmio idrico e qualità delle uve nelle annate siccitose. L’agricoltura smart aiuta a contrastare i problemi del cambiamento climatico»
Jolanda di Savoia, 14 agosto 2025 – Il caldo torrido di questi giorni riporta di attualità il tema della siccità. Un problema che si manifesta in tutta Italia e che colpisce anche le aziende vinicole già alle prese con la vendemmia. Le crescenti crisi idriche causate dal cambiamento climatico mettono a rischio la viticoltura italiana. Le soluzioni agritech risultano essere una maniera efficace per fronteggiare la siccità e per trovare strategie concrete per l’irrigazione intelligente dei vigneti e garantire la qualità stessa del vino.
Le previsioni per la vendemmia 2025. La vendemmia 2025 in Italia è partita in anticipo, con il Sud e le isole in controtendenza rispetto al Centro-Nord: al Sud si prevede un aumento produttivo fino al 20%, con uve in ottimo stato sanitario, mentre al Centro-Nord le quantità calano del 10-20%, ma con grappoli sani. Secondo l’Accademia Italiana della Vite e del Vino, l’andamento varia da regione a regione: nel Nord la raccolta è iniziata in anticipo, in Emilia-Romagna e Marche stime in aumento per diverse varietà, mentre Toscana, Lazio e Umbria registrano cali moderati. Sicilia e Sardegna vedono rese in crescita salvo alcune aree colpite da malattie fungine. La qualità finale dipenderà dalle condizioni di agosto e settembre. Coldiretti stima una produzione di 45 milioni di ettolitri, in linea con gli anni precedenti.
La siccità in vigna. In Italia, circa 225mila ettari di vigneto sono irrigati, il che equivale a dire il 9,5 % della superficie agricola totale irrigata. La microirrigazione a goccia copre il 21,5 %, mentre l’aspersione rappresenta il 38% delle tecniche impiegate. Il fabbisogno idrico medio per la vite si aggira sui 4mila m³/ha per stagione.
«Tecnologie come i sensori IoT e l’IA consentono di ridurre lo spreco d’acqua fino al 50% e l’agricoltura digitale e i big data permettono di risparmiare fino al 20 % di acqua grazie al monitoraggio e controllo automatizzato», spiega Roberto Mancini amministratore delegato di Diagram Group. «Possiamo dire che un sistema smart d’irrigazione di precisione a goccia gestito attraverso il monitoraggio integrato di suolo, foglia e fusto, garantisce il benessere fisico delle piante e lo fa sia con un minimo consumo di risorse idriche superficiali, sia di energia».
La tecnologia in vigna. Tra le soluzioni, quella dell’irrigazione a goccia automatizzata con sensori che monitorano l’umidità e lo stress idrico. L’apporto è ottimizzato in tempo reale anche grazie a droni che mappano la copertura fogliare. Oppure l’impiego di una piattaforma cloud/IoT per gestire le valvole irrigue basandosi su previsioni meteo e dati ambientali reali. In questo modo di garantisce acqua nel momento giusto e nella quantità giusta e questo consente di ridurre consumo idrico, energia e input chimici.
«Tra le proposte operative per i viticoltori italiani c’è l’adozione della microirrigazione a goccia abbinata a sensoristica e DSS/app mobili, una soluzione utile già per una vigna di medie dimensioni. Si riesce ad arrivare ad un risparmio idrico del 60% con maggior precisione e minore stress fogliare», evidenzia Mancini. «Efficaci sono anche i sistemi avanzati smart con AI e IoT, anche su impianti esistenti, -50%, e la fertirrigazione predittiva nelle zone del centro-sud e montane, dove i benefici si traducono in qualità delle uve anche in condizioni calde con risparmi del 40% di acqua».
Dunque l’agritech offre risposte concrete e collaudate per contrastare la siccità in vigna, con risparmi significativi d’acqua e miglioramenti qualitativi. «Il mix di tecnologie (microirrigazione, IA, fertirrigazione predittiva) aiuta i viticoltori a preservare la sostenibilità ambientale senza rinunciare all’identità dei loro vini», commenta Mancini.
«Dobbiamo crederci tutti, istituzioni e privati. Occorre investire in progetti pilota coordinati con università e centri di ricerca, incentivare l’adozione tramite bandi o fondi dedicati, e sostenere la formazione e il trasferimento tecnologico verso il settore produttivo. Quello a cui dobbiamo mirare è un obiettivo collettivo, ovvero rendere la viticoltura italiana resiliente, innovativa e sostenibile, anche nell’era delle sfide climatiche», conclude l’ad di Diagram.
Diagram
Diagram nasce nel 2024 dalla trasformazione del Gruppo IBF Servizi SpA e dalle acquisizioni di Agronica Srl, Abaco SpA, Agriconsulting SpA e Netsens Srl. È leader italiano ed europeo nella digitalizzazione dei servizi dedicati all’agroalimentare, nello sviluppo di software di farm management e nella gestione dei processi di erogazione, monitoraggio e controllo dei programmi di sostegno all’ambiente e all’agricoltura. Partner di importanti governi del continente europeo, supporta la Pubblica Amministrazione, le aziende agricole, gli istituti bancari e assicurativi e l’industria agroalimentare con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità sociale, economica e ambientale. Oggi l’azienda è detenuta per il 41,6% da CDP Equity (Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), per il 41,6% da Trilantic Europe e per il 15% da BF Agricola.